La lepre italica abita tanto le zone costiere quanto quelle montane, anche se la scomparsa delle popolazioni ha interessato maggiormente le aree costiere.

E’ questo il caso del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano dove ad oggi non si hanno evidenze di presenze di questa specie se non in aree montane.  

In tutte le località italiane dove finora è stata trovata, l’habitat è costituito da vegetazioni a mosaico con alternanza di radure, praterie, cespuglietti e anche zone boscate da latifoglie. Fanno parte del suo habitat anche le zone coltivate e i densi cespuglietti della macchia mediterranea, nelle zone costiere, dove è presente anche in ambiente dunale (Trocchi e Riga 2001).

Popolazioni della provincia di Grosseto sono state riscontrate in corrispondenza di boschi di latifoglie miste, seminativi in aree non irrigue, prati stabili e brughiere con cespuglieti (Macchia et al. 2005).

In Sicilia, dove è l’unica specie presente, la lepre italica frequenta una grande varietà di ambienti, sia naturali, sia coltivati, tra cui seminativi cerealicoli, vigneti, uliveti, mandorleti e agrumeti. L’habitat occupato in Sicilia è molto interessante perché potrebbe rivelare quello che realmente sarebbe senza le pressioni antropiche che ne hanno ridotto la presenza in zone non significative della reale idoneità ambientale.

In altre parole mentre l’associazione specie-habitat che si deduce dai dati di presenza nell’Italia peninsulare potrebbe non essere dovuta alla selezione dell’habitat della lepre, ma alla distribuzione a macchia di leopardo causata dalla pressione antropica, in Sicilia, dove è maggiormente diffusa è possibile individuare con maggiore significatività eventuali relazioni con determinati ambienti. Ad esempio sull’isola si ritrova una spiccata associazione con gli habitat forestali mediterranei (Lo Valvo et al. in stampa) e con quelle condizioni ambientali alle quali secondo alcuni ricercatori la specie sarebbe maggiormente adattata (Trocchi e Riga 2001).

Nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano la lepre italica la si ritrova tra gli 800 e i 1600 m circa. Evita le colture agricole, mentre è presente in particolare nei pascoli e le praterie di alta quota, nelle aree con vegetazione arbustiva in evoluzione, e dove si alternano anche boschi di faggio o altre latifoglie.

Si tratta per lo più di zone più lontane dai centri abitati e dalle zone urbanizzate, dove la pressione antropica è minore. In tutte le zone dove è stata trovata la lepre è presente anche il pascolo bovino, che mantiene il manto erboso sotto i 30 cm.

Confrontata con la lepre europea, l’habitat dei territori della lepre italica presenta una frazione maggiore di superficie boscata e una certa presenza di arbusteti (Fulgione et al. 2006).