La ricostruzione della storia biogeografica delle lepre italica su basi paleontologiche non è agevole, perché allo stato attuale mancano studi specifici, in quanto finora i reperti di lepre raccolti in Italia sono sempre stati attribuiti a una delle due specie di cui si pensava fosse costituita la fauna italiana (L. europaeus e L. timidus).

Alcuni campioni museali raccolti in Puglia nel Salento sono stati riesaminati recentemente e attribuiti alla lepre italica (Trocchi e Riga 2001), confermando la presenza della specie nel Pleistocene superiore; quindi, in un periodo in cui era presente l’uomo di Neanderthal.

Controverse le notizie sull’origine della specie in Sicilia. Testimonianze storiche citano la sua assenza e la successiva introduzione da parte dei Greci nel V secolo a.C. (Trocchi e Riga 2001); tali informazioni contrastano però con il ritrovamento di resti fossili (Anca 1860, Tagliacozzo 1993).

Un aiuto viene invece dai recenti studi genetici del DNA mitocondriale (Pierpaoli et al. 1999), molto usati per la ricostruzione filogenetica, che hanno fornito un quadro comprensibile della storia biogeografica del genere Lepus nel Mediterraneo.

In quest’area si sarebbero differenziate due linee evolutive separatesi circa 3 milioni di anni fa.

La prima comprende Lepus europaeus, L. capensis mediterraneus, L. habessinicus e L. starcki, che avrebbero una comune origine africana.

La seconda linea evolutiva riguarda invece L. corsicanus, insieme a L. timidus e L. granatensis, un gruppo di specie europee formatesi a seguito di isolamenti continui dovuti alle glaciazioni.

Per quanto riguarda la sua distribuzione storica, prima dell’inizio delle immissioni a scopo venatorio della specie europea, la lepre italica agli inizi del secolo scorso era distribuita in Italia centro-meridionale, a sud di una linea ideale che congiunge la Toscana (con l’isola d’Elba) con il Gargano (Trocchi e Riga 2001), compresa la Sicilia (Lo Valvo et al. 1997).

Fino alla scoperta della lepre italica, le popolazioni italiane peninsulari venivano considerate appartenenti ad un’unica specie, la lepre europea. Ghigi (1911) riferisce di popolazioni piuttosto diffuse ma in forte declino già agli inizi del secolo scorso a causa di un significativo prelievo venatorio.